Fiaba, favola o storia?

di Piersilvio Brotto

(nell'immagine: “Paradiso Terrestre” di Wenzel Peter, Pinacoteca Vaticana)

Fiaba Favola o storia p

Bimbo: - Nonno, mi racconti una fiaba?
Nonno: - Non una fiaba, amore mio, questa volta ti racconterò una storia “vera”!

Devi saper che, dopo aver lasciato il Paradiso terrestre, i Figli di Adamo rimasero a lungo nella Foresta che cresceva accanto al perduto Eden.
Anche lì c’era di tutto: piante, fiori e frutti di ogni genere; animali, uccelli e pesci di ogni specie.
Passa il tempo e i figli dei figli dei figli di Adamo erano diventati numerosi e una parte di loro si era annoiata della solita vita, del solito tran tran: raccogli la frutta, insegui e caccia gli animali, condividi con il gruppo dei vecchi “sedentari” il risultato della tua fatica …!
Così questi insoddisfatti decisero di abbandonare la foresta e di avventurarsi nelle praterie, per poi anche scalare le montagne, attraversare i fiumi e i mari…, in una parola, esplorare il mondo! Anzi, essi il mondo e i suoi abitanti li volevano dominare, in base anche a quello che alcuni di loro riferivano come un comando del Creatore:

Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente …”
(Genesi 1, 28).

Erano tanto bravi e tanto intelligenti, non per niente si definivano “Homo sapiens”! Scoprirono il fuoco, fusero i metalli, inventarono la ruota, e poi i carri e macchine di ogni tipo che lavoravano per loro; costruirono strade, ponti, città grandissime, sempre più affollate, più rumorose, illuminate giorno e notte, e inoltre torri alte, alte fino al cielo!
Penetrarono anche nelle viscere della Terra e si impadronirono dei suoi tesori, i minerali e i combustibili fossili di tutti i tipi.
Esaltarono la loro storia, scrivendo, ritraendosi …e parlandosi addosso!
Avevano di tutto e di più, ma spesso litigavano fra loro per dividersi le ricchezze; tutti volevano comandare e sempre meno erano quelli disposti a lavorare; se erano qui, volevano andare là; se erano là, volevano andare altrove, usando automobili, navi, aerei, e astronavi addirittura!
Un bel giorno, o meglio un brutto giorno, decisero di andare a trovare i loro ormai lontani parenti, i poveri “Uomini Naturali”,… quelli che da sempre vivevano nella Foresta. Videro le loro povere capanne, li trovarono poco o niente vestiti, dediti alla raccolta di erbe e frutta, alla caccia, alla pesca, alla costruzione di semplici utensili. Sì, perché gli Uomini Naturali consideravano la Foresta come un luogo da custodire e da vivere, una parte di se stessi, più che qualcosa da sfruttare!
D’altronde, nella stessa maniera quasi sicuramente aveva pensato anche il Signore Dio, che “prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Genesi 2,15).
Gli “Uomini Intelligenti” allora dissero che gli alberi e i tesori della foresta così erano sprecati, perché gli “Uomini Naturali” non li sapevano usare, mentre loro ne avevano un assoluto bisogno.
Non ci fu verso di trattenerli o di farli recedere dal loro proposito di impadronirsene!
Così l’Uomo Intelligente, dopo aver bruciato quasi tutti i combustibili fossili in suo possesso, incenerì anche parte della Foresta dell’Uomo Naturale, producendo un immenso calore, gas nocivi e un fumo irrespirabile su tutta la Terra.
Allora la Natura si arrabbiò: il Cielo si fece grigio, grigio scuro e sulla Terra, dopo la Siccità, ci fu il Diluvio! L’Uomo Naturale, abituato a vivere di poco, con poco, in mezzo a mille difficoltà, soffrì ma riuscì a sopravvivere, mentre dell’Uomo Intelligente e delle sue immense città non si è più saputo nulla…
Bimbo: - Nonno, non mi piace la tua brutta Storia, preferisco le fiabe!
Nonno: - Anch’io, tesoro mio, le preferirei! Allora, … anche noi dobbiamo impegnarci, perché le brutte storie non si avverino!

 

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