Dal nostro antropologo inviato sulla Terra riceviamo e pubblichiamo:
L'HOMO BOCCIOFILUS GUADENSIS
L'homo bocciofilus fa parte della specie umana ed è molto pacifico; è presente specialmente nella zona temperata dell'emisfero boreale.
Vive in piccole tribù metropolitane o rurali e normalmente svolge le sue attività in branchi che variano dai 20 ai 100 componenti.
Lo si può osservare specialmente nei mesi estivi, ma fa qualche sporadica apparizione anche nel periodo primaverile e autunnale.
Predilige il buio della notte o della tarda sera, forse perché detesta la calura della canicola.
Ama la vita di gruppo, anche se separata dalle altre sottospecie di homo– hominis, più chiassose e aggressive.
Non è difficile avvicinarlo e anche studiarlo, se si riesce ad entrare nelle simpatie di qualche maschio del branco e si dimostra interesse alle sue attività.
Il gruppo da noi studiato, che per comodità chiameremo "homo bocciofilus guadensis", dal sito da esso frequentato, è composto da oltre 50 esemplari.
Ci siamo imbattuti specialmente in maschi, dalla corporatura robusta, statura media, pigmentazione chiara o bronzea della pelle.
Le femmine e i piccoli presenti ai loro assembramenti notturni sono poco numerosi.
Le prime si riconoscono facilmente, perché sono di statura più bassa e nel corpo presentano delle vistose rotondità e curvature.
Le attività dell'homo bocciofilus guadensis sono di due tipi, una che chiameremo di "mantenimento" e una di tipo ludico o magico.
La prima si svolge sotto un "gazebus", specie di riparo dalle intemperie, dagli sguardi indiscreti e forse dagli attacchi di altri gruppi rivali di "homini guadensi", ma anche dalla specie affine degli "homini gaudensi", che variano da loro solo per una inversione di...lettere.
L'attività di mantenimento consiste prevalentemente nello spiluccare semi di arachidi, piccole noci ed altri semi, sempre di piccolo calibro,
Per facilitarne l'ingestione, le vie che conducono dalla bocca alla voluminosa sacca, detta addome, o, più volgarmente, "pansa", vengono sistematicamente umidificate con un liquido rossastro o paglierino, conservato in recipienti rigidi aventi la forma di una "damigiana".
Questa parte della loro attività si svolge in forma sedentaria, con movimenti ripetitivi, accompagnati da sguardi reciproci, intercalati dai suoni dei loro versi, che, per comodità, chiameremo "lingua".
Le attività di tipo ludico o magico si svolgono in uno spazio vicino, piuttosto ridotto, di forma allungata, delimitato da steccati.
Lì l'homo bocciofilus forma delle coppie, per lo più monosessuali e compie dei movimenti calibrati, quasi ieratici, secondo un antico rituale, andando più volte da un'estremità all'altra di questo spazio chiuso, che un membro del branco ha precedentemente ripulito e levigato.
Per i suoi riti, l'homo bocciofilus si serve di grosse e lisce noci, molto simili alle noci di cocco utilizzate dall'homo bocciofilus africanus.
Il più autorevole del gruppo lancia in avanti una noce più piccola delle altre e tutti lo imitano, facendo rotolare nella stessa direzione le loro noci, molto più grandi della prima, che, nel loro gergo, chiamano "biglie" o "bocce".
Se uno di loro butta la sua noce troppo vicino a quella piccola, succede che tutto il gruppo entra in agitazione e un suo membro quasi s'inca...vola ed allontana in modo violento l'intrusa che ha invaso lo spazio vitale di quella piccola.
Poi torna la calma e il gruppo riprende il suo rito, finché tutte le noci non sono state seminate. La magia si ripete più volte, una volta con la faccia rivolta ad oriente e quella successiva, invece, ad occidente.
Spesso interviene una specie di stregone o saggio del gruppo, presente alla semina rituale, il quale estrae una stretta e lunga lingua metallica da una custodia cilindrica e con quella in mano quasi s'inginocchia e forse fa gli scongiuri: mette alternativamente in relazione due biglie, di colore diverso, con la biglia più piccola, considerata fulcro o centro di quella specie di sistema solare.
Il suo responso, pronunciato in modo solenne e in posizione eretta, suona così: "FATTO!". Altre formule meno solenni del suo pronunciamento sono: "Bianco!"oppure "Nero!".
Improvvisamente, senza segni premonitori, il gruppo abbandona il campo e va a svolgere attività di "mantenimento", mentre un altro gruppo, che ne ha seguito e studiato le mosse, lo sostituisce nelle attività ludiche o magiche.
Similmente alle altre sottospecie di homo–hominis, l'homo bocciofilus guadensis marca il territorio, in modo da tenere lontani i gruppi rivali.
Questa importante funzione è prerogativa dei maschi, specialmente quelli anziani, e viene svolta in modo discreto, innaffiando cespugli e muri perimetrali con liquido biologico.
All'approssimarsi dell'autunno, la dieta dell'homo bocciofilus guadensis diventa simile a quella dell'homo gaudensis: i semi piccoli vengono sostituiti da grandi fave contenenti concentrati di porcus domesticus, che l'inverno precedente erano stati nascoste in una "caneva oscura".
L'ingestione di quel nutrimento preannuncia e favorisce il prossimo letargo.
Infatti, all'accorciarsi delle giornate, l'homo bocciofilus guadensis entra in letargo o addirittura in ibernazione.
Le scorte caloriche accumulate durante l'estate gli permettono, infatti, di sopravvivere senza problemi fino a quando il sole alto nel cielo non avrà fatto maturare un altro campo di noci da bocce.
Piersilvio Brotto