a cura di Piersilvio Brotto
Sono stramazzata sul grigio asfalto e la mia vistosa, superba chioma, mi ha schiaffeggiato. Violento e duro è stato l’impatto con il suolo: molti rami si sono spezzati e i nidi sono stati sbalzati dal loro ricettacolo.
Che vergogna! Ero da tutti ammirata, maestosa e solitaria, e svettavo lungo l’antica Postumia. Eccolo il mio tallone d’Achille: non avevo, e ora tutti lo notano, radici profonde!
Chi prima mi lodava, ora mi gira attorno, mi scruta e sparge chiacchiere e commenti. Nella mia lunga e laboriosa vita avevo stipato quintali e quintali di anidride carbonica nel mio tronco robusto e capiente. Ero ancora viva, solo sdraiata su un fianco, e già una sega ha cominciato a lacerare il mio legno pregiato, senza un progetto nel capo, solo allo scopo di liberare lo spazio dall’ “intrusa”.
Cavolo! Potevo servire, per secoli e secoli, per festeggiare e banchettare, …per imbastire un tetto sicuro o un caldo e ambrato pavimento, e invece sono stata declassata a volgare combustibile, per stufe prive di pentole e tegami!
Tanto lavoro, durato decenni, … e tutta l’anidride carbonica catturata e imprigionata nel mio prezioso legno se ne tornerà libera nell’atmosfera, … ad alimentare altri uragani!
Avete visto, ai piedi del tronco, i miei piccoli virgulti indifesi?! Essi temono ora la falce del contadino e il piede del passante distratto!
Abbiate cura di loro, … adottateli e fateli crescere, non solitari come me, ma uniti, raggruppati in un piccolo bosco; insieme sfideranno le tempeste, che torneranno a scorrazzare sulle vostre spoglie pianure.
In tempo di bonaccia essi saranno i vostri laboriosi operai, mai stanchi di stipare l’insidiosa anidride carbonica nei loro giovani fusti, e i vostri soldati, sempre pronti a opporsi e anche a sacrificarsi, quando arriverà l’uragano!
Questo è il mio testamento; niente chiedo per me, ma solo che abbiate cura di loro, i miei virgulti, …
ma anche di voi e della vostra discendenza!
