Ambiente e territorio
Testamento della quercia caduta
a cura di Piersilvio Brotto
Sono stramazzata sul grigio asfalto e la mia vistosa, superba chioma, mi ha schiaffeggiato. Violento e duro è stato l’impatto con il suolo: molti rami si sono spezzati e i nidi sono stati sbalzati dal loro ricettacolo.
Che vergogna! Ero da tutti ammirata, maestosa e solitaria, e svettavo lungo l’antica Postumia. Eccolo il mio tallone d’Achille: non avevo, e ora tutti lo notano, radici profonde!
Chi prima mi lodava, ora mi gira attorno, mi scruta e sparge chiacchiere e commenti. Nella mia lunga e laboriosa vita avevo stipato quintali e quintali di anidride carbonica nel mio tronco robusto e capiente. Ero ancora viva, solo sdraiata su un fianco, e già una sega ha cominciato a lacerare il mio legno pregiato, senza un progetto nel capo, solo allo scopo di liberare lo spazio dall’ “intrusa”.
Leggi tutto...S.O.S. Surriscaldamento globale
Premetto: non sono uno scienziato, ma sono molto preoccupato per il futuro delle popolazioni della Terra, specialmente di quelle che vivono in terre rivierasche poco sopra il livello del mare.
Le previsioni degli esperti, infatti, parlano di un innalzamento progressivo del livello dei mari, come conseguenza di un surriscaldamento globale, a sua volta prodotto dall’”effetto serra” causato dall’aumento nell’atmosfera di gas, l’anidride carbonica (CO2) in particolare.

Il mio ragionamento è questo: l’anidride carbonica è prodotta dalla combustione di prodotti fossili come il carbone, il petrolio e i suoi derivati (anche la plastica), ma anche del legno e dei vegetali in genere, e dall’incenerimento dei rifiuti.
E’ necessario perciò ridurre in modo sistematico e significativo la combustione di questi elementi e contemporaneamente fare la cattura e la “neutralizzazione” o la trasformazione dell’anidride carbonica. C’è chi fa questo lavoro in modo sistematico, continuativo ed efficace: le piante, i vegetali, cioè la natura. Occorre perciò un “riorientamento” di tutta l’umanità circa la deforestazione e il disboscamento della Terra. Da alcuni secoli, infatti, specialmente dalla Rivoluzione industriale, l’uomo ha utilizzato per le sue industrie e per l’aumento dei consumi e del suo benessere (caldo nelle case) specialmente la legna, il carbone, il petrolio ed I suoi derivati.
Leggi tutto...Io sono Madre Terra
di Piersilvio Brotto

Io sono Madre Terra.
Sono ormai vecchia e stanca, ma non è di me che ti voglio parlare, ma dei miei figli.
Ricordo, come fosse ieri, il giorno, … il primo della settimana, in cui il Buon Dio mi creò.
Poi fu la volta dei miei figli, il Suolo, l’Acqua, l’Aria.
Leggi tutto...Le cicogne di Camazzole
Quando arrivano le cicogne, stupendi volatili dal piumaggio bianco e nero, dotati di un lungo collo e di zampe e becco pure lunghi e di colore rosso acceso, per noi bipedi umani è il momento di far festa, come quando torna un amico da troppo tempo lontano!
Anch’io ho provato una forte emozione quando Antonella Daminato, all’interno della sua edicola, mi ha informato che in centro a Camazzole una coppia di questi fedelissimi pennuti aveva costruito il proprio nido sopra un traliccio della media tensione (20.000 volt) e vi aveva già deposto le uova. Antonella mi ha fatto anche vedere sul suo cellulare alcune foto dei nuovi ospiti, dandomi indicazioni precise sul luogo ove osservarli.
Leggi tutto...Metamorfosi della campagna
Sono intento a curare le piante del mio brolo, quando passa con il suo trattore per la strada che lo fiancheggia Franco Scuccato, un terzista di Poinella. E’ appena andato a seminare il mais in un campo oltre l’Uselin, ai confini con Bolzano.
Vedendomi, si ferma e mi dice: “Ti, che te ghe la passion dea fotografia, va’ vedare che spetacolo: ghe xe on pra’coi fiori de ‘na volta. A jera ani che no’ li vedea!”.
Conosco l’uomo e so che è sempre molto attento all’ambiente dove lavora e che sa riconoscere con il suo occhio esperto aspetti della campagna e reperti anche archeologici che altri ignorano.
La sera stessa verso l’imbrunire, quando la luce è la migliore, munito di macchina fotografica mi dirigo oltre l’Uselin, passando sul ponte costruito dove c’era una volta un guado famoso.
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