Abbasso Lo Spreco

di Piersilvio Brotto

 

Se v’interessa il solito raccontino leggero, che vi fa sorridere, passate oltre!

Ho davanti a me, sul mio tavolo da lavoro, le immagini delle bici smaltite in discarica e sinceramente fatico a contenere la mia rabbia e la mia indignazione, contro lo spreco, il consumismo sfrenato, la pigrizia mentale e fisica ai quali ci siamo abituati.

I fatti

Qualche mese fa mi sono recato nella nuova Isola Ecologica per conferire un sacco contenente lattine e plastica riciclabile.

Ho approfittato dell’occasione per rendermi conto di come è organizzato il tutto. Ho buttato lo sguardo dentro il contenitore dei materiali ferrosi e sono stato sorpreso dal fatto che, tra le altre ferraglie, ci fossero anche biciclette in buono stato e una addirittura quasi nuova.

C’era gente che arrivava e che doveva versare i rifiuti e perciò, fatta la mia consegna, mi sono allontanato dall’Ecocentro.

Immagine1Durante la successiva passeggiata all’Armedola, invece di gustarmi la visione dell’ambiente naturale, la mia mente continuamente tornava alle biciclette buttate in discarica. Pensavo a quello che sottolineava mia madre, quand’ero bambino: “el Signore xe smontà da cavaeo par tor su ‘na fregoea de pan…”

Ho immaginato e sognato di recuperarle, di portarle da Giorgetto per rimetterle in ordine e di farle assegnare, tramite la scuola, a ragazzi che la vorrebbero, ma non ce l’hanno, una mountainbike.

Tra l’altro, pensavo, l’iniziativa sarebbe un ottimo spunto offerto agli insegnanti per riflettere con i ragazzi, per fare dell’educazione civica.

Visto che la passeggiata ormai era rovinata, sono tornato all’Ecocentro e ho chiesto all’operatore ecologico se era possibile recuperare quei due “gioielli”. Lui mi ha guardato, poi mi ha risposto che ciò che era dentro i container era dell’ETRA e che se avesse trasgredito gli ordini avrebbe rischiato il licenziamento.

Di fronte a questa risposta, mi sono affrettato a dirgli che assolutamente non volevo che lui mettesse in pericolo il suo posto di lavoro e mi sono limitato a fotografare il contenuto del container.

La riflessione

Io mi chiedo che cosa abbia spinto le persone che si sono disfatte di quelle due bici a liberarsene così, senza neppure tentare di regalarle a qualcuno. Mi ricordo che, quand’ero mi Svizzera, nel luogo della raccolta dei rifiuti, lì accanto c’era un piccolo riparo dove chi aveva qualche oggetto ancora utilizzabile lo metteva a disposizione di chi lo ritenesse utile per le proprie esigenze.

Immagine2Ma noi, purtroppo, siamo disorganizzati, pigri e talvolta sfiziosi, male-educati o maldiretti da chi, per proprio tornaconto o interesse, ci spinge al consumo, di tutto.

Pensiamo a quello che succede con i vestiti, l’abbigliamento: quanti indumenti vengono gettati, solo perché “non sono più di moda”!

Pensiamo a quello che succede a tavola, alle feste o nei ristoranti: quante pietanze, quanta carne, quanti cibi vengono appena assaggiati…e poi buttati tra i rifiuti!

Lo stesso succede con i mobili della casa, con gli elettrodomestici, con gli oggetti dell’elettronica, come i computer, le macchine fotografi che, i televisori, … che hanno “volutamente” una vita sempre più breve e poi diventano rifiuti; ma se ci pensiamo un po’, anche il viaggiare, il divertirsi, il lavorare stesso, sono caratterizzati dallo spreco, dalla disorganizzazione.

Gli esempi, ognuno li può facilmente trovare: il tempo perso nelle fi le agli sportelli, le code estenuanti sulle strade, l’utilizzo egoistico e irrazionale dei mezzi di trasporto privati, …

Proposte pratiche

Se guardiamo a quello che succede su tutta la Terra ( ci sono centinaia e centinaia di milioni di persone che soffrono la fame e la sete, mentre altrettanti soffrono per il motivo opposto: la supernutrizione e le abbuffate!) troviamo giustificazione per scoraggiarci e non fare niente.

Cominciamo perciò dal nostro piccolo mondo, dalla nostra situazione, dalle nostre abitudini. Qualche indicazione esemplificativa:

A) Nel nostro paese c’è la Caritas parrocchiale che raccoglie indumenti e calzature in buono stato e li mette a disposizione di altre persone.

B) A Vicenza, in via della Scola 255 ( tel. 0444 511562, www.insiemesociale.it) esiste una cooperativa sociale, che da lavoro dignitoso e sostentamento a qualche centinaio di persone; essa raccoglie, restaura e ricicla (ridà vita) a mobili, vestiti e articoli usati di tutti i generi.

Ma forse qualcuno di voi ha qualche altra idea, qualche altra proposta, qualche altra iniziativa da suggerire per il nostro paese.

Non sprecate le vostre idee, i vostri pensieri, tenendoveli dentro il cranio: parliamone (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 049 5991303), facciamo qualcosa che sia degno di noi.

W LA SOLIDARIETA’ !

 

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