L’uomo del Piano

di Guerrino Pilotto e Piersilvio Brotto

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Che avesse un buon orecchio musicale e una predisposizione per il dolce suono, se ne era accorta suor Antonietta, la suora del piano, già quando frequentava la scuola materna.

Bravo è poi stato a trasformare quella che era una piacevole passione in una professione.

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Mario Tremeschin, classe 1931, al mattino lo puoi trovare al bar dei “cinesi” o all’8 e mezzo, mentre commenta con i suoi amici i fatti del giorno sorseggiando il caffè.

Egli appartiene ad una famiglia che si è insediata a San Pietro in Gu fin dall’Ottocento proveniente da Vicenza.

Alcuni suoi rami, durante la seconda metà dell’Ottocento, sono emigrati in America, USA e Brasile, facendo una discreta fortuna.

Non li troviamo nei libri di storia delle scoperte, ma Angelo Antonio Tremeschin e Sereno Berguglia Tremeschin , come imprenditori, il 12 Dicembre 1871 a New York fondarono con Antonio Meucci la prima società telefonica, la “Telettrofono Company”.

Il padre di Mario, Antonio, teneva una bottega di sarte e barbiere mentre lo zio Achille faceva il postino, ragione per cui la famiglia era in paese conosciuta come i “postini”.

Il primo contatto con uno strumento musicale Mario dice di averlo avuto con il pianoforte di suor Antonietta negli anni 1938-1939.

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Vista la passione del bambino per la musica, la famiglia gli regalò un’armonica a bocca, la “spinetta”.

Divenuto più grandicello, nonostante la guerra, incominciò a frequentare a Vicenza un corso di fisarmonica presso la sede del Dopolavoro provinciale.

Seguì poi le lezioni del maestro Pino Lupo, un insegnante di fisarmonica tra i più famosi, sfollato da Milano a Padova e poi a Gazzo, prima di rientrare a Milano, alla Scuola Moderna di Fisarmonica.

Per raggiungere Padova, una volta alla settimana, per circa un anno, il ragazzino si recava in bicicletta con la fisarmonica a Carmignano, dove prendeva il treno “Camerini”.

Nel ’45 Mario fece il primo concerto a Padova, al Teatro Papafava.

Partì con il papà, in bicicletta: il papà aveva la fisarmonica in spalla e Mario era seduto sulla canna.

Che sacrificio!

Nel primo dopoguerra iniziò la sua attività da musicista con orchestrine improvvisate.

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Poteva essere nel cortile di casa sua, alla domenica pomeriggio dopo i vespri o in occasione di qualche festa dalla Rosa in via Go o in cortili di case private, ma anche con coscritti di diversi paesi e classi di leva.

Agli inizi degli anni ’50, la sua attività artistica incominciò ad espandersi oltre il territorio comunale.

A Vicenza conobbe il maestro Gianni Ferrio e con la sua band incominciarono ad arrivare le serate del Circolo goliardico vicentino in Contrà del Monte e poi quelle del Circolo dopolavoro dei Marzotto presso l’albergo Pasubio di Valdagno.

Nel frattempo frequentava un corso di composizione musicale (armonia e contrappunto) tenuto dal maestro Pedrollo presso l’Istituto musicale Canneti di Vicenza e, in periodi più recenti, a Roma ebbe come insegnante di composizione il Maestro F. Margola, direttore del Consevatorio “Santa Cecilia” e a Bolzano il Maestro Tagliapietra, non vedente ma insegnante eccezionale.

Il suo tour artistico iniziò nel 1956 in varie parti d’Italia e nel mondo.

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Dapprima a Roma, ingaggiato come fisarmonicista dal maestro Lanaro, si esibì nei più grandi teatri della capitale, Parioli, Sistina, Barberini... e l’Hostaria dell’Orso, frequentata da artisti e attori famosi.

Alla fine del 1958 partì per la Svizzera con l’Orchestra di Rimini, organizzata dal maestro Franco Betro. Finlandia, Olanda, Germania, Svezia, Danimarca, furono i Paesi in cui la band si esibì.

Il suo girovagare artistico si concluse con un anno di crociera sul transatlantico Oceanic, moderna nave da crociera costruita dai cantieri navali di Monfalcone, ma battente bandiera panamense.

Il servizio di crociera si faceva nei mari del Nord America e dei Caraibi.

Il matrimonio con Gisela, conosciuta in Olanda, nel 1965 e la nascita del primogenito Antonio nel 1966 lo convinsero a chiudere il vagabondaggio artistico e a ritornare al paesello; continuò però l’attività musicale, insegnando in varie Scuole medie (San Pietro in Gu, Carmignano, Marostica, Bassano...) e impartendo lezioni private: i suoi alunni ottennero spesso ottimi risultati a vari concorsi nazionali e internazionali.

Tra i migliori ricorda Francesco Farina, Maurizio e Susi Miazzi, Cesare Zen e il direttore d’orchestra Giancarlo Andretta, attualmente al Teatro Olimpico di Vicenza.

Tra le Orchestre con cui ha suonato maggiormente cita il “Duo Bettini”(erano in 7, però) con esibizioni a Montecatini Terme, Firenze, Bolzano, Rimini, Capri.

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Con “I 5 Maghi”, invece, suonò in Svizzera, ma anche in Italia, a Fiera di Primiero, tanto per ricordare una località!

Nel curriculum di Mario non sono mancate neanche le “esperienze nostrane”, come il coro guadense avente per repertorio canzoni di montagna, al tempo dell’arciprete Francesco Marchesini.

Per anni si è esibito alla fisarmonica in canzoni popolari anche con il gruppo “El Canfin” di Cassola, “I San Miguel” di Bassano, “I Due Mulini”di Grantorto.

Tra i beneficiari della sua musica, allegra e popolare, ci sono stati, per concludere, spesso e da molti anni anche gli ospiti delle Case per Anziani.

E allora, quando lo incontriamo magari all’edicola, da sua sorella Tina, smettiamola con il confidenziale: “Ciao, Mario!” e proferiamo piuttosto un più consono: “Buongiorno, Maestro!”

 

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Mario Tremeschin con il gruppo musicale “I Due Mulini”, di Grantorto.

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