Miscellanea
Meglio essere una bestia?
di Piersilvio Brotto
Oggi mi sono svegliato con le antenne di traverso. Sono ormai mesi che m’ingozzo di brutte notizie: non riesco più a fare a meno di quell’aggeggio che mi mostra, dal vivo, atrocità su atrocità, dall’Ucraina ma non solo, condite da commenti e da pseudo ragionamenti di ogni tipo.
Mi avevano insegnato, e ci ho sempre creduto, che l’Uomo si trova al vertice del Creato: l’Uomo, creato per dominare e per prendersi cura di Eden e dintorni!
Anche per chi non è credente, l’Uomo, grazie alla sua intelligenza, alle sue facoltà di astrazione e di elaborazione dei dati, alla sua capacità di esprimersi con la lingua in forme sempre più evolute e raffinate, ma anche grazie alla posizione eretta del suo deambulare e al libero uso delle mani era votato al progresso, proiettato in un futuro da nababbo: le macchine e i robot avrebbero lavorato per Lui e i cervelli elettronici lo avrebbero liberato anche da quei rompicapo che sono i calcoli, ma non solo…
Dialogo con Grisù all’edicola dei giornali
a cura di Piersilvio Brotto
- Miao!
- Ciao, come ti chiami?
- Miao, sono Grisù, la gatta più colta e informata del paese: dal mio punto di osservazione vedo Umani di tutte le età ed estrazioni sociali, giornali di ogni tendenza, e ascolto commenti di tutti i tipi…
- E che ne pensi?
- Miao!
- Esprimiti meglio, più chiaramente, perbacco!
- Miao, ma a te interessa veramente il mio punto di vista?
- Certamente, forse saprai che di recente ho intervistato anche la mucca Bastiana e ho riportato con cura le sue osservazioni…
Leggi tutto...PREFAZIO DEI LADRONI
Chi di noi, trovandosi tra amici, non ha mai provato a imitare qualcuno?
Imitare è l’azione più facile, quella che fa anche il bambino, quando impara a parlare.
L’approvazione da parte di mamma e papà è lo stimolo a ripetere, a imparare, a migliorare.
Quand’ero piccolino non c’era ancora la TV, arrivata da noi (in Italia) nel 1954 e allora la persona più popolare e imitabile, per un bambino che frequentava la chiesa, era il parroco del paese. Io ricordo che, prima ancora di essere giunto all’età della scuola, a volte salivo su una sedia (il pulpito) e mi mettevo a fare la predica. Agli adulti non pareva vero di suggerire frasi, quelle che più facevano ridere, fatte di luoghi comuni. Vado a memoria, una era: “Cari parrocchiani, se volete diventare più buoni, portatemi a Natale tanti capponi!”.
L’uomo del Piano
di Guerrino Pilotto e Piersilvio Brotto

Che avesse un buon orecchio musicale e una predisposizione per il dolce suono, se ne era accorta suor Antonietta, la suora del piano, già quando frequentava la scuola materna.
Leggi tutto...Il mondo di Mario Bonotto
E’ l’estate del 2010. Due ore siamo rimasti, Giuseppe Dellai ed io, da Mario Bonotto, un vecchio socio della Latteria Molinetto, una persona dalla memoria lucida e dal cuore grande.
Suo padre, “el frutaroeo Silvio Carbonaro”, era uno dei personaggi più popolari del paese e Mario ha ereditato e appreso da lui una grande umanità.
Siamo lì perché, nella sua lunga vita, Mario, nato nel 1923, ha visto e fatto molte esperienze. Ci interessa in particolare conoscere fatti e aneddoti che riguardano il latte, ma con lui il discorso si allarga in continuazione a tutto il contesto della sua giovinezza.
Racconta che una volta la sua famiglia abitava al Go. In casa erano oltre quindici e lavoravano una ventina di campi fra quelli propri e quelli presi in affitto dagli Scabio. Avevano sei vacche, allora, che servivano anche per arare e per trainare i carri.
Ricorda che queste povere bestie lavoravano, nella stagione dell’aratura, dalle tre alle sette del mattino, poi brucavano un po’ di erba lì attorno e infine venivano portate in stalla e munte: più spremute di così!
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