Dal nostro corrispondente Piersilvio Brotto
Nel verde paesello di San Pietro in Gu, in questo autunno altrove tiepido, l’atmosfera è diventata, per motivi non meteorologici, a dir poco, torrida.
A nessuno degli abitanti, infatti, è sfuggita la coincidenza tra la costruzione di un grazioso capitello dedicato alla ‘Madonna del Rosario’ nelle vicinanze del Castellaro e la vittoria ‘misteriosa’, della Contrada che porta lo stesso nome, nella competizione per la conquista del Palio, conseguita proprio nel frattempo.
Andiamo per ordine, nel tentativo di capirci qualcosa. I fatti: il 20 di settembre, sotto il Palatenda della Pro Loco Guadense, la Contrada Castellaro vinceva inaspettatamente la sfi da delle Contrade nella ‘Sfilata delle
Spose’, battendo per un soffio Barche-Go, la rivale data fino all’ultimo per vincente.
C’è stata una fuga di notizie: dopo l’inaugurazione del capitello si è sparsa la voce o è sorto il sospetto che a far vincere il Castellaro sia stata nientemeno che la ‘Madonna del Rosario’.
Molti sono gli interrogativi che i Guadensi ora si pongono, ma in particolare questo: il rosario è stato semplicemente lo strumento della ‘corruzione’ della Madonna o è una specie di ‘pizzino’, di messaggio mafioso per la Madonna, dove i cinquanta grani che lo compongono rappresentano il numero delle vittorie consecutive nel Palio che la Contrada pretende di inanellare?!
I soliti bene informati riferiscono che, da quella data, anche il Paradiso si sia trasformato in un mezzo inferno. Sembra, infatti, che la ‘Madonna della Pace’, protettrice di Barche, da allora proprio non parli con la Madonna del Rosario’ del Castellaro e che la ‘Madonna del Molinetto’ e la ‘Madonna del Comboni’, pregate a vuoto dai contradaioli dell’Armedola, non sappiano, neppure Loro, a che santo votarsi.
Ben più bellicoso si è mostrato l’Arcangelo Gabriele: chi l’ha visto, davanti alla chiesetta dell’Armedola, giura che ultimamente impugni la sua spada più minacciosamente del solito.
Sant’ Antonio Abate, patrono dell’Albereria e di parte della Postumia, sembra invece che se ne stia beato e tranquillo con il suo maialino e qualcuno del luogo gli attribuisce questa frase non tanto sibillina: ‘chi ha
avuto ha avuto,… chi ha dato ha dato!...’
A questo punto qualche contradaiolo della Contrada Postumia ha proposto di adottare come patrono San Gennaro, ritenuto più coerente e attivo del vecchio santo solitario.
Alcune donne hanno invece suggerito di supplicare la ‘Madonna Nera’, anche se, a dire la verità, senza tanta fiducia, perché in via Levà Lei è arrivata e opera come clandestina: dal Brasile, infatti, ha viaggiato nascosta dentro una valigia e solo nel mese di maggio osa farsi vedere in giro.
Il ricorso prontamente inoltrato al Padre Eterno da Barche-Go contro la dubbia vittoria del Castellaro sembra sia stato da Lui trasmesso al Figlio, che da oltre duemila anni ha spesso a che fare con le beghe degli umani. Il Padre, infatti, si occupa degli ‘Affari Generali’ di tutto l’universo.
A quanto ci risulta fi no a questo momento, sembra comunque che il pur grande conflitto d’interesse di un noto uomo politico italiano sia en poca cosa rispetto a quello in cui è coinvolta la Madonna, che ha capitelli, santuari e basiliche in tutti i continenti e un miliardo e oltre di fedeli che si contendono le Sue ‘Grazie’.
Lo speciale Tribunale Celeste dovrà a questo punto solo appurare se la ‘Grazia del Palio’ sia stata concessa, come nel ben noto e simile caso dell’avvocato Mills, come ricompensa per la costruzione del capitello o se la costruzione del capitello sia stata ‘propedeutica’, cioè fi nalizzata a ottenere la ‘Grazia del Palio’. In ogni caso, un bel pasticcio!
Se ci sarà il ‘processo breve’, come i Barchesani e i Godensi sperano, entro il prossimo agosto si saprà se il Palio “vinto” dal Castellaro quest’anno è l’inizio di una serie lunga come i grani del rosario o se è stato una “Grazia una tantum”, concessa per predilezione verso il capocontrada, che non ha mai nascosto la sua devozione verso la , ahimè, chiacchierata “Madonna del…Castellaro”!