Madre antica,
in punta di piedi
ti sei allontanata,
come sempre facevi
attorno alla culla.
Femmina quanto bastava
per essere madre,
la nera chioma annodavi
e mai la scioglievi.
Ape laboriosa;
la lingua e la bocca
solo per assaggiare,
mai per cicalare.
Quercia maestosa;
metà della vita
il vento impetuoso
da sola ad affrontare,
senza mai farti spezzare!
Il corpo rendesti,
ormai frusto e malandato,
timorosa che ad altri
fosse d’inciampo.
Dalle radici profonde
del tuo lungo passato,
a tronco abbattuto,
un nuovo virgulto
è presto spuntato.