a cura di Piersilvio Brotto
Cara Sissi,
scusa se ti chiamo così ma mi è più facile scriverti, immaginandoti una bella ragazza, come la principessa Sissi, a cui confi dare i miei pensieri, i miei turbamenti, le mie speranze e i miei sogni di adolescente.
Scusa (troverai errori nelle mie pagine), ma i miei genitori, dopo la quinta elementare non mi hanno lasciato proseguire gli studi, perché avrei dovuto recarmi in città, perché qui in paese non c’è la scuola media.
In realtà pensano che è più utile per loro se li aiuto in casa e nei campi, anche perché mio fratello Martino è sette anni più giovane di me e non è ancora di alcun aiuto.
La mamma dice che, per trovare un bravo fi danzato, è più importante se imparo a sbrigare bene le faccende di casa, “parché xe ‘a dona che pianta e spianta ‘e fameje”.
Nei loro confronti provo un misto di amore-odio, perché, tanto sono rigidi e severi con me, quanto sono deboli e accondiscendenti con mio fratello, che viziano in tutti i modi, perché lui è un maschio.
Appena posso, specialmente di sera, , leggo qualche romanzo che trovo nella biblioteca parrocchiale o che mi presta la mia amica del cuore. Ora sto leggendo ‘Cime Tempestose’ e ti assicuro che mi dispiace quando, verso le 10, la nonna dice “Qua xe mejo ‘ndare in leto, parchè la luce eletrica costa cara”.
Recentemente la mia amica mi ha passato un libretto che spiega come funziona il corpo femminile e un po’ anche quello maschile. Lo tengo rigorosamente nascosto, perché la mamma e la nonna sarebbero scandalizzate se lo vedessero, perché parla con chiarezza di cose che loro non mi hanno mai spiegato e di cui io mi vergognavo.
La prima volta che mi sono venute “le mie cose” mi sono spaventata, temevo di morire e allo stesso tempo avevo paura di dirlo in casa. Poi la mamma, lavando al fosso, si è accorta, ma si è limitata a dirmi: “te si diventà signorina... te capiterà ‘ncora ‘na volta al mese; capita a tute ‘e done”. Poi è andata nel suo armadio, ha preso un pacco di pannolini di cotone bianchi, sfrangiati e ha concluso: “usa cuesti qua e dopo bùtai a lavare”.
Io all’inizio non volevo accettare questa nuova fastidiosa scadenza e di notte piangevo di nascosto nel mio letto, maledicendo il fatto di essere donna. La prima volta ho tenuto ben nascosti sotto il letto per qualche giorno quei panni sporchi, in attesa di bruciarli, ma quando sono scesa in cucina decisa a buttarli nel fuoco, mi è giunta alle spalle la voce della nonna: “Ciò, sioreta, i panni i se mete nel lissiasso, no’ in tel fogo”.
Ora questo libro mi sta facendo fare pace con il mio corpo, mi ha spiegato come esso sia uno strumento meraviglioso, perfetto, e come tutto abbia un senso, uno scopo. Guai se non funzionasse con regolarità!
A dire la verità provo anche un senso di colpa nel leggere un libro che parla di sesso e non so se confessarlo a Don Matteo, il cappellano, al parroco sicuramente no, troppo severo e all’antica.
Lui, quando parla di questi argomenti, cita Maria Vergine, Santa Maria Goretti, io invece sogno a occhi aperti un principe azzurro, romantico, che mi dica che sono bella…che sia innamorato di me…, che mi baci…al chiaro di luna, come ho visto anche in un film, al cinema parrocchiale… Peccato che la scena più bella sia stata in parte tagliata…
Ora, cara Sissi, devo interrompere il nostro dialogo. Tu aspettami nascosta dentro il mio libro. Sta’ tranquilla, perché io non ti metterò sotto il materasso, come fa mio fratellino Martino con il suo... ‘Diario segreto’!
Fine I puntata