La “dote”

(rinvenuto nello stesso luogo del Diario di Martino)

A cura di Piersilvio Brotto

 

Cara Sissi,
scusa se da molto non ti scrivo, ma il tempo fugge e io sono sempre più “impegnata”.

Eh sì, Mario mi ha regalato l’anello e ora sono ufficialmente la sua fidanzata.

Io mi sento tranquilla e anche lui ha fiducia in me, ma i miei mi ossessionano con raccomandazioni del tipo: ” ‘na tosa seria no à ghe soride mia a tuti i tusi che ghe passa de fianco”.

Alla Coldiretti ho frequentato un corso di economia domestica e mi hanno insegnato molte cose pratiche, su come fare le conserve e su come mettere le verdure sotto olio o sotto aceto.

La settimana scorsa ho terminato il corso di taglio e cucito e nonna Lida dice che ora sono abile non solo “pa’ taconare calse, calseti e braghe vece”, ma anche per confezionare “traverse, traversoni e braghete pa i toseti”…

Io la lascio dire e per ora mi limito a pensare al mio corredo, alla mia “dote”, come dicono i miei.

Un’amica mi ha passato la lista della “Dote” di sua sorella e ora ce l’ho qui davanti.

Per ora mi sto occupando delle lenzuola: le voglio ricamare tutte!

Lungo il bordo faccio a mano l’orlo a giorno o il punto gigliuccio e al centro del risvolto un grande ricamo e le mie iniziali, con la Singer di nonna Lida.

Lei mi ha mostrato il suo lenzuolo da sposa, di lino, da lei filato, tessuto e ricamato a mano, come ci tiene a sottolineare.

Quando viene a trovarmi, Mario mi osserva mentre lavoro e qualche volta vorrebbe anche aiutarmi, ma io voglio che il lenzuolo da sposa sia una sorpresa, e a quello ci lavoro quando lui non c’è.

Ora, cara Sissi, ti devo lasciare, “parchè coe ciacoe no se fa ‘a menestra”, dice mia madre.

 

NB. Precedenti puntate del “Diario di Lucia” nel Guado di dicembre 2009 e novembre 2010.

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