Bepi el mediatore e la mancia... doppia!

14° episodio (scritto, si presume, negli anni ’50)

A cura di Piersilvio Brotto

Caro Diario,

forse riesco a comprarmi la bicicletta da uomo,con il manubrio sportivo e il cambio, che da tanto sto sognando.

Ieri, infatti, ho infilato nella musina ben 2000 Lire!

Ora ti spiego come me le sono guadagnate.

Il papà e il nonno da tempo avevano progettato di vendere la Pomposa, la vacca comprata alcuni mesi fa da Massimo, che abita poco lontano da casa nostra.

Il papà ha detto alla mamma che Massimo xe on busiaro, perché al momento dell’affare gli ha fatto credere che la vaca la jera in oto mesi, e per questo la jera xà in suta.

Il vitellino invece è arrivato con un mese di ritardo, rispetto alla data prevista! E inoltre il papà ha scoperto che la vaca fa manco late de un figaro!

Così ha deciso di venderla come bestia da carne, sperando di recuperare, vendendo vaca e vedeo, i soldi dati a quell’imbroglione di Massimo.

Ieri è venuto Bepi el mediatore de vache, che tempo fa ci ha fatto vendere la Cerva, la vaca pi bona da late che avevamo in stalla, in cambio però de on saco de schei che servono per fare la dote a mia sorella Lucia.

Io ho pianto molto quando sono venuti con el bareoto a prendere la Cerva.

Il negoziante porta via la Cerva con il bareoto

Lei non voleva salire sul carretto e allora il negoziante prima ha usato un bastone e poi la forca per pungolarla e costringerla a salire.

Se n’è andata girando la testa all’indietro e muggendo come non l’avevo mai udita prima.

Il nonno non aveva voluto assistere alla scena ed era già rientrato in casa, ma io avevo visto che aveva gli occhi rossi.

Ricordo che, prima di concludere l’affare, il negoziante l’aveva esaminata da testa a piedi: le aveva guardato i denti in bocca, le aveva ripetutamente tirato la pelle delle cosce e palpato le tete per capire se tutto era a posto.

Il papà aveva precisato che la vendeva “come che la sta”, senza assumersi quindi alcuna responsabilità per eventuali difetti. Il negoziante ne aveva fatto un lungo elenco, ma, si sa, chi dispressa, compra!

Aveva voluto anche vederla camminare fuori e aveva commentato : “La xe un po’ sota!”

Il mediatore gli aveva prontamente ribattuto: “A vorìa vedarte ti a caminar scalso sui sassi dea corte!”

In realtà il papà e il nonno lo sapevano che la Cerva aveva un po’ male alle gambe posteriori e anche per questo avevano deciso di sostituirla in stalla con la figlia, una manza che ora ha preso il suo posto e si chiama pure Cerva.

Scusa, caro Diario, ma ora ti voglio raccontare anche della trattativa per la vendita della Pomposa.

Il nonno era seduto sul suo caregoto in un angolo del cortile, sotto la nogara, quando sono arrivati insieme Bepi el mediatore e un negoziante che lui conosce bene, perché va sempre al mercato delle vacche al Foro Boario di Vicenza e di Padova.

Due giorni prima io avevo aiutato il papà ad accompagnare la Pomposa alla pesa pubblica, non del nostro paese, ma di un altro qui vicino, in modo da non dare ne l’ocio.

Così il papà ora sapeva quanto pesava la Pomposa e si era fatto un’idea precisa di quanti soldi poteva pretendere, dopo essere andato anche a informarsi sui prezzi al mercato di Vicenza.

Durante la trattativa io stavo vicino al nonno e non sempre sentivo quello che dicevano il mediatore, il negoziante e mio papà, ma osservavo quello che facevano.

 El contrato dela vaca. Dipinto con le foglie secche da Lanfranco Antonello

Più di una volta ho visto il negoziante allontanarsi verso il ponte, come se volesse andarsene e l’affare non gli interessasse più; Bepi el mediatore allora lo rincorreva e lo fermava, “confessava” poi prima l’uno e dopo l’altro, poi prendeva le loro braccia e le strattonava nel tentativo di far loro battere una mano sull’altra, ma inutilmente.

Ho sentito anche chiaramente il negoziante esclamare: “Ma no, … la ga ‘na pansa che no’ finisse mai!”

Avevo ormai la convinzione che l’affare non si potesse concludere, come era già capitato un’altra volta con un altro commerciante, quando la mamma dalla finestra della cucina mi ha fatto cenno di andare in casa.

Lì mi ha dato un fiasco di clinto e quattro bicchieri che ho prontamente portato fuori.

Il mediatore è stato molto contento di vedermi arrivare con il vino e ha subito versato da bere agli altri.

Mentre bevevano si erano finalmente calmati, avevano smesso di gesticolare, e parlavano come fossero delle persone normali.

Bepi el mediatore mi ha chiesto anche quanti anni ho, che classe frequento e che cosa voglio fare da grande. Io ho risposto a tutte le domande; solo all’ultima, pensando a quanto è noioso portare al pascolo, in autunno, la Rossa, la Serena, la Merica... ho precisato: “Vorìa jutare meo ‘pà in tei canpi, ma me piasarìa de pì ‘ndare a studiare!”

Tutti hanno concordato, dicendo che avevo ragione e Bepi el mediatore ha preso la palla al balzo per concludere: “Bepi…, Toni…, deme qua ‘e man!

... Sentodiesemìe!,… pì mìe franchi de mancia al picoeo!”

I due si sono lasciati afferrare per le braccia e quasi forzati da Bepi, hanno battuto la mano destra dell’uno su quella dell’altro: l’affare era fatto!

Ieri, quando Toni il negoziante è venuto a prendere la Pomposa, con in tasca undici biglietti da diesemia, grandi come fazzoletti, perché il papà aveva detto chiaramente “fora a vaca, dentro i schei!”, mi sono arrivate 1000 Lire di mancia da Toni e... altrettanti dal papà!

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