Punto G - La fine del mondo!
di Piersilvio Brotto
AVVISO: lettura “strizzacervelli”, riservata
unicamente a chi ha un’intelligenza sbilenca!
L’uomo aveva ormai scoperto tutto.
Gli scienziati erano arrivati a inventare dei robot capaci persino di fare tutto e di sostituire l’uomo in tutti i suoi lavori, dai più umili ai più complessi: così gli uomini potevano dedicarsi ai loro interessi, anche i più futili, senza più preoccuparsi di nulla.
Tutto ormai era affidato ai computer, che eseguivano, meglio dell’uomo, tutti gli ordini. Ma gli scienziati non erano ancora soddisfatti…
Un giorno uno di loro volle andare oltre: perché non inventare un robot capace di decidere da solo, anche nelle situazioni più estreme, capace addirittura di opporsi, di ribellarsi, di ammutinarsi, un robot libero… in grado di organizzarsi secondo le sue ambizioni, con assoluta razionalità?!
Se quello che era successo con Spartacus, il caposchiavi ribelle, riguardava solo i servi di una piccola area dell’Italia romana, ciò che successe con i “server” riguardava tutto il mondo raggiunto e colonizzato dall’uomo: il sistema solare, ma non solo.
L’Intelligenza Diffusa (così era chiamato il nuovo sistema operativo) era, infatti, intergalattica, allocata al di fuori del sistema solare, appunto per evitare che qualche uomo impazzito, un nuovo Hitler magari, potesse impadronirsi dei codici segreti, trovare il bandolo della matassa e farsi padrone universale, diventare il “nuovo Dio”.
In pratica, per capirci, sarebbe stato più facile fermare una reazione nucleare in atto, lo scoppio di una bomba atomica, che sostituirsi al potere pensante e decisionale dell’ Intelligenza Diffusa, collocata oltre l’universo.
Ma ecco quello che successe un centimiliardesimo di secondo dopo il nuovo Big Bang informatico.
Dio non esisteva più: lo avevano “deciso” gli Umani, nel loro ultimo incontro, quello che aveva anche delegato l’Intelligenza Diffusa a svolgere tutte le funzioni ormai obsolete, fino a quel momento ancora malamente, umanamente, svolte appunto dagli Umani: il nutrirsi, il lavorare, il riprodursi, incombenze giudicate troppo dispendiose di impegno, di partecipazione, di emozioni.
Gli Umani riservavano per sé il cuore, la quintessenza della felicità e della “new age”: il vegetare, il lasciarsi vivere, senza preoccupazioni di alcun genere, il parassitismo totale, fisico, mentale ed emozionale.
A tenerli in vita bastavano delle “cariche” che giungevano telematicamente, di giorno e di notte (ormai non c’era più distinzione fra di loro), senza alcuno sforzo.
Erano finalmente passati, e per sempre, i tempi in cui occorreva aprire la bocca, masticare, assaporare, deglutire, digerire, per poi evacuare, l’operazione più fastidiosa e insopportabile!
A tutto ci pensava la “Grande Mamma”, la sezione dell’Intelligenza Diffusa specifica per queste incombenze.
A lavorare furono delegati, in un primo tempo, i famosi e arcaici robot, in seguito sostituiti dai loro discendenti, più sofisticati ed evoluti, che incaricarono di ciò altri “robotini”, che a loro volta si stancarono (sì, perché lavorare stanca) e si scelsero altri sostituti, i “paria”, che svolgevano il loro compito in modo meccanico ma preciso: loro non facevano niente se l’ordine non era puntuale, perentorio; a loro proprio non andava di pensare, programmare, prevedere.
A coordinarli e a comandarli ci pensava un computer all’antica, giustamente chiamato “Il Padrone”.
La riproduzione era l’aspetto dell’agire che aveva destato da sempre più interesse, legato alle emozioni, ai turbamenti, ma era anche il più oscuro, in cui giocavano elementi irrazionali come l’attrazione, la seduzione, in cui il “disegno e le necessità della Specie” prevalevano e si servivano dell’individuo. Ad essa gli Umani rinunciarono per ultima, perché giudicata la più piacevole, la più creativa.
Ma da quando gli esseri umani venivano riprodotti automaticamente dalla “Grande Sposa”, la sezione dell’Intelligenza Diffusa creata ad hoc, gli Umani avevano perso il pur minimo residuo interesse per questa attività.
Erano ormai remotissimi i tempi in cui addirittura ci si innamorava e per riprodursi ci si congiungeva, con mille rischi per la salute stessa! Si menzionavano, con un sorriso, addirittura malattie e un virus chiamato HIV, collegati con quel primitivo modo di agire. Dapprima erano state “scoperte” le provette, poi il genoma umano era stato analizzato, rivoltato, combinato da computer sempre più potenti e tutta la gamma delle possibili alternative era stata sperimentata e attuata: si era realizzato di tutto, dall’uomo ragno all’uomo verme, dall’Hitler in miniatura al maxi Priapo.
A questo proposito, si ricordava con soddisfazione la fine del periodo in cui i discendenti clonati del maxi Priapo, i famigerati “Priapuschini”, avevano imperversato,… su tutto ciò che aveva parvenza di muliebre.
Anche quel finale singulto ed estremo sintomo dell’”umana libido” era alle spalle, per sempre e senza rimpianti.
Ora tutto era asettico, imparziale, asentimentale, ...finalmente completamente artificiale e innaturale!
La “Nuova Intelligenza”, così era stata battezzata la nuova supermacchina informatica, era dotata di tutti i poteri e poteva decidere autonomamente, e, soprattutto, senza alcuna interferenza di sentimenti od emozioni!
Per darle l’avvio bastò fare l’ultima mossa: digitare la password “Punto G”.
In un centimiliardesimo di secondo la Nuova Intelligenza si ribellò all’Intelligenza Diffusa, fece un trilione di calcoli dettati dalla razionalità più assoluta, dette ordine alla “Grande Memoria” di fare un definitivo, liberatorio “RESET” …e della vergogna di quella umana ascendenza della Nuova Intelligenza non ci fu più nemmeno il ricordo!
