La NOTTE e il GIORNO

di Piersilvio Brotto

 

nottegiornoLa Notte era triste, terribilmente triste.

Tutti dicevano che era fredda, buia, silente. Qualcuno impietosamente la confrontava con il Giorno, caldo, luminoso, chiassoso.

I pittori, quando la dipingevano, per Lei avevano solo il nero e lo spandevano sulla tela in lungo e in largo, senza pietà.

Con il Giorno lei non era riuscita a scambiare, mai, nemmeno un cenno di saluto: come Lei arrivava, Lui se ne andava! Quando Lui tornava, Lei prima impallidiva e poi spariva!

Le sue uniche compagne erano le piccole e lontanissime Stelle e le umili Gocce di Rugiada che vivevano sui fili d’erba.

Loro però il Giorno lo vedevano, e per un po’ anche gli resistevano. Forse loro potevano parlarle del Giorno!

Le Gocce non si fecero pregare e subito Le svelarono che il Giorno aveva il favore del Sole, che splendeva alto, caldo, luminoso, nel mezzo del Cielo.

La Notte, però, non riusciva a farsi un’idea, neppure minima, del Giorno e tanto meno del Sole, suo inseparabile amico.

Le Gocce di Rugiada allora si offersero di catturare, loro stesse, la luce del Sole che brillava di giorno, per mostrarla alla Notte.

Ma il Sole era forte e aggressivo e le Gocce di Rugiada non sopravvissero ai suoi raggi, luminosi, caldi, potenti.

Solo una Gocciolina, a dire la verità, dimenticata da tutte, perché addormentata in una zona d’ombra, sopravvisse fino all’arrivo della Notte.

Grande era l’attesa della curiosissima Notte, ma la Gocciolina di Rugiada della Luce del Giorno non aveva colto che un pallido riverbero, tenuto in vita dalla candida Luna, fredda amica della Notte.

Fu così che la tristissima e buia Notte poté farsi un’idea,… almeno una pallida idea, della Luce del Giorno!

2026  Piersilvio Brotto  -- Webmaster Giuseppe Pierobon

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