IL TORNEO DI PING PONG

Se volete sapere il risultato del Torneo di Ping Pong, siete presto accontentati: ha vinto la Contrada Barche–Go.

Se invece volete conoscere quello che succede prima, durante e dopo una competizione, non avete che da provare ad iscrivervi ad un torneo, magari organizzato in tutta fretta per scadenza del tempo a disposizione.

Nel nostro caso, le iscrizioni arrivavano con il contagocce; una contrada, poi, mancava completamente all’appello.

Allo scoccare dell’ora X, c’erano comunque tutti, i nostri undici moschettieri, e qualcun altro tentava di farsi arruolare nella mini armata ad operazioni belliche già in atto.

A dettare la sua legge, per fortuna solo durante la competizione, è stato Stefano, da alcuni soprannominato “Lo Sterminatore”, da altri “L’Assassino Bonotto”, per la capacità di annientare tutti, il figlio Filippo compreso, che proprio non voleva adattarsi a fare l’Isacco di turno.

Quando te lo trovavi di fronte, prima ti fissava con uno sguardo gelido che già ti impietriva, poi ti trafiggeva con una schiacciata, che, non solo per rima, era una sassata.

E che dire di Loreto, detto “Il Serafino”, per il quale proprio non c’era differenza tra il dritto ed il rovescio, tanto il punto lo faceva quasi sempre lui.

Graziano, detto “Il Cacciatore”, doveva lottare solo contro tutti, ma vi assicuro che Sansone non provocò tanti danni ai Filistei quanti lui agli avversari non determinati.

Daniele, “El Ciuma”, capeggiava il manipolo arrivato dalla “Via Romana”, e ti serviva le palle “tagliate”: era una goduria per lui, non certo per l’avversario di turno.

Piersilvio, detto “La Vecchia Volpe”, premetteva che lui non giocava da trenta o quarant’anni. Così dicendo t’illudeva e subito ti sorprendeva con una partenza che talvolta “ti bruciava”.

Tutti cercavano l’avversario “materasso” e per fortuna c’era Eros, che, per motivi di salute, poteva perdere punti senza perdere la faccia. Lui era la tipica “bronsa cuerta”: la sua rimessa ti arrivava come la “foglia morta” del Totti nazionale.

Sandro, “Lo Stratega”, prima ti studiava e poi t’infilzava, sulla destra o sulla manca, senza differenza.

Enrico “Il Gros”, il “Poliziotto Romano” e Alex “L’Israelita”, fortunati loro, potevano giocare in tutta scioltezza, tanto il lavoro “sporco” già l’avevan fatto i “guastatori”.

A prenderli sotto gamba non conveniva, sennò nel verbalino poi ti trovavi “punito”: 2 a 1!

Alla fine della competizione, tutti dicevano: “E’ stato un gioco, solo un gioco” e con siculo accento insieme proponevano: “Lo possiamo rifare?”.

“A che gioco giochiamo?” sbottò Daniela, udendo Michele, il fidanzato, che al telefonino invitava Antonio a “far coppia”, il prossimo autunno.

Non ci fu verso di convincerla che stava solo proponendo di giocare “il doppio” al prossimo torneo di Ping Pong!.

I giocatori:

Filippo Bonotto, Stefano Bonotto, Piersilvio Brotto, Daniele Chiomento, Enrico Grosset, Alessandro Israeli, Eros Mantovani, Graziano Pettenuzzo, Giansandro Todescan, Romano Trentin, Loreto Zampieron.

 

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