Lettere di Giovani Bagio e Girolamo Pittarini
Lettera di Giovani Bagio *
Marsiglia, 16 novembre 1877
Al Signor
Signor Zanini Domenico
In San Piero Engù
Provincia di Padova
(Italia)
li 16 9mbre 1877…cità di marsilia
carissimi figli e mio caro zenaro dominicho io vi facicio consapevoli che noi tuti siamo vivi ma che siamo in un grande avelimento per noi tutti , che sono 4 giorni che siamo in questa cità per che il bastimento sono a vela e siamo traditi da noi stessi perché il nostro buon sindacho con tanta pazienza ed amore ce lo anno fatto sapere ma via su questo punto ancora pazienza, ma quello che e piu e che nel bastimento diversi ci manifesta che in quello non vi puo stare che 300 persone e invece ne sono piu di 800 che siamo fissi come le sardelle il vivare e pessimo che si minacia in breve tempo la morte e quindi e quelli da Sandrigo e tirolesi e dei nostri anno fato riporto al console italiano e al comisario e sono in causa perchè tutti vorebero indietro i nostri dinari ma io temo che restiamo delusi perche siamo stati ignoranti e pontigliosi che no abiamo consultato la nostra comune in un afare si grande che si tratta de la morte adunque io penso di pregarvi voi o mi zenaro e figli miei ma voi so che non potete farsi niente adunque vi prego di ricorere al vostro. fratello Francesco che per carita petesse liberarsi dalla morte col dinaro di fare il viagio per ritornare alla nostra patria se antera fuori causa che ne riceviamo vi li ritorno prego ancora il mi zenaro dominico di pregare il nostro buon sindacho e la comune se volesse prestarci colla sua benevolenza e carità di prestarci unito a voi contro la nostra ingratitudine noi desideriamo di cuore di ritornare alla nostra patria più presto che fosse possibile perché dal primo giorno che siamo partiti dalle nostre case abiamo vissuto sempre coi nostri dinari intanto vi prego di spargere la voce di questa mia letera che quelli che anno quel pensiero della merica sono tutti fulmini e castighi di Dio per miseri che siano perche non vi e che tradimento da per tutto.
io spero di non restare deluso della preghiera tanto da voi e dal nostro fratello e alla nostra comune e al Sindacho non so a darvi la direzione che mi date una pronta risposta perche siamo remenghi per la cita di Marsiglia la comune sapra egli a scrivere o al console italiano o al comisariato di questa cita se pure essi voranno farsi cquesta benevole carita contro i nostri meriti benche siamo ridoti nella miseria la colpa e nostra si contentiamo che si potesse salvare la vita e ritornare in brazio ai nostri figli intanto io vi saluto ana e luvigi e zenaro e tutta la vostra famiglia e tutta la autorità che simpegnasse cquanto puo per liberarsi da queste miserie e io sono giovanni bagio povero vechio caduto in cqù miserie.
in questa letera intendo e sono pregato che serva per alcuni di noi che si trova nelle stesse miserie fatelo sapere alla madre di francesco lunardi ed al suo fratello dominicho lunardi se potesse fare lui cquello che puo unito unito alla comune lo stesso mi prega anche giovanni batista vanzan che li fatte sapere cquello che e descrito sulla letera al suo misiere giovanni mutarle che facia linpossibile anche egli col dinaro se vuole avedere la sua figlia e li suo figli perche siamo in uno stato pessimo lo stesso si raccomanda alla comune pegoraro ed anche berto giusepe.
compatitemi se o scrito senza senso perche o perduto il ciarvello.
Nota del Redattore:
Questa lettera risulta spedita da Marsiglia e descrive le peripezie preliminari al viaggio per mare. Con ogni probabilità questi primi emigranti veneti di cui fa parte e di cui discorre il Bagio erano stati reclutati da agenti che fingendo di agire per conto di compagnie di navigazione estere meglio accreditate, dirottavano di fatto il grosso dei passeggeri contadini su velieri antiquati e poco sicuri di qualche piccolo armatore. Marsiglia era sin dal periodo preunitario in aperta concorrenza con Genova per quella che fu definita l’industria del trasporto degli emigranti.
* FONTE: Ai emigranti per l’America, in “El Visentin- Giornale del Popolo ”, 22 novembre 1877.
Lettera di Girolamo Pittarini al cav. Emilio Rizzetto,
tratta da: Associazione Culturale Lastego,
Domenico Girolamo Pittarini di Domenico e Maria Mezzalira.



Tabella sulla provenienza di alcune famiglie guadensi,
tratta da: Varini S., La montagna che vive in pianura.

