Le Feste dei Morti

di Piersilvio Brotto

 

Nei primi giorni di Novembre ci sono tre festività, due religiose e una civile, dedicate ai Defunti.

L’uno e il due Novembre sono infatti dedicati ai nostri cari che ci hanno già lasciato e il quattro Novembre al mezzo milione di concittadini che hanno sacrificato la loro vita per la Patria nella Prima Guerra Mondiale, tra il 1915 e il 1918. In questi giorni i cimiteri e i monumenti ai Caduti sono particolarmente adornati con fiori e ghirlande.

La gente visita le tombe dei propri cari e quelle di amici e persone conosciute e volentieri si ferma a parlare, più affabilmente del solito, con i conoscenti. Ricordo con piacere una mia esperienza in Brasile, proprio durante queste festività: famiglie intere, con bimbi ed anziani, tutto il giorno riunite convivialmente attorno alle tombe dei loro cari, quasi a rinsaldare un rapporto mai del tutto troncato!

Il tempo autunnale, talvolta piovigginoso, la caduta delle foglie, le ridotte ore di luce solare, tutto sembra favorire un atteggiamento più composto, più riflessivo sul senso della nostra vita e sulla sua

fugacità.

È un momento magico, di ricordi e quasi di comunione con chi ci ha lasciato, ma anche con chi ci è ancora accanto. In un mondo sempre più problematico, caratterizzato da eventi drammatici e da molte occasioni di dissipazione e distrazione, la funzione benefica dei cimiteri e di queste festività è anche quella di richiamarci alla realtà e a uno stile di vita più sobrio.

Le tombe, le lapidi, con le foto e le brevi frasi che le corredano, ci parlano e ci aiutano anche dopo la morte dei nostri cari: non abbiamo perciò fretta a disseppellirli, prassi dettata da calcoli economici e purtroppo sempre più in voga; lasciamoli riposare in pace, almeno fino a quando qualcuno tra noi ha un ricordo di loro!

Le Feste dei Morti

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