Sepolta, Ma Viva - 3° Puntata

Un venticello freddo e insistente sta facendo cadere le ultime foglie, gialle o rossicce, che vanno a completare il tappeto multicolore formatosi sotto le piante del parco che attornia il cimitero. Sono passate alcune stagioni da quando il mio corpo riposa nella tomba scavata nella terra del camposanto. Tutt’attorno vasi di crisantemi gialli, bianchi o variopinti: è la cosiddetta “Festa dei morti” e i sedicenti vivi si accalcano a visitare le tombe dei propri cari. E’ un momento in cui il cimitero pullula di vita, di persone che si salutano, si abbracciano, che si soffermano sul luogo dove giace quello che rimane dei corpi ormai decomposti. Nessuno pensa che in realtà i cari estinti non sono qua o là, ma dappertutto, presenti nella vita stessa dei loro cari, oltre che nel grande Essere, il Vivente Onnipresente.

Sepoltamaviva1Anche Giovanna e Lucio frequentano spesso la mia tomba e ogni volta guardano e riguardano la foto che mi ritrae in mezzo a loro, in un momento di serenità. Lucio sulla tomba ha deposto un suo giocattolo, che io gli avevo regalato in occasione di un compleanno, e quasi sempre lo risistema, con cura. Mi immagina dormiente, comoda e rilassata come sui cuscini del divano di casa. Così mi ha rappresentato anche nel disegno della sua famiglia fatto a scuola: lui davanti, tra il papà e Giovanna e io dietro, che dormo sul divano, con accanto il gatto! Giovanna, mentre se ne sta lì, ripensa alle serate spesso vuote senza la sua mamma, a cui non può più raccontare le gioie e le sofferenze della sua adolescenza. Lei ora ha un amichetto e le sarebbe piaciuto parlarmene, come faceva una volta, sicura di essere capita, cosa che non riesce a fare con il papà, specialmente da quando ha scoperto che Giorgio coltiva un’amicizia nuova. Tutto è cominciato proprio davanti alla mia tomba. Un nostro caro amico era deceduto in un incidente stradale poco tempo dopo di me. Sua moglie Elena e Giorgio frequentavano con regolarità il cimitero, ed è stato naturale per loro, incontrandosi, confortarsi a vicenda e cercare sostegno reciproco. Un giorno le loro mani si sono strette più fortemente e più a lungo. Giovanna ha immediatamente percepito la nuova situazione e la vive con disagio, come se il papà si comportasse male nei miei confronti e io ne potessi provare dispiacere. Io invece sono nella Serenità Perenne e nell’Amore Universale: nulla mi turba o mi può far soffrire. Anche mio padre, ormai vedovo da lungo tempo, ha risposto all’appello della sua vecchia fiamma, che il giorno stesso del mio funerale, in chiesa, lo cercava con lo sguardo. Lei ora è il sindaco del paese e non le mancano le occasioni per incontrarlo e manifestargli simpatia e rinnovato interesse: lui non si sottrae.

Un giorno … (continua nella prossima puntata).

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